ENZO FERRARI, AGITATORE DI UOMINI

Mi hai agitato già da bambino, e adesso come faccio a tranquillizzarmi?

Diventando uomo a volte ho la sensazione o l’arroganza di sentirmi una Ferrari, che però non sempre si trova in pista, le mettono carburante, ha il giusto pilota.

Una volta chiesi per Santa Lucia una Ferrari radiocomandata, un giocattolo che non ricordo bene, aveva una rotella sotto il pianale che le permetteva di fare strane evoluzioni. Mia mamma, also known as Santa Lucia, me ne compró una che non era esattamente quella che volevo, e ci rimasi malissimo.

Un giorno ero in una classica cascina lombarda a casa di ricchi industriali della bassa bergamasca. Era lì, una Dino ricoperta da un telo,  e sollevare quel telo era come disturbare una bella donna addormentata, come svelare un’opera d’arte.

Un giorno ero sul Lago di Garda a casa di amici e qualcuno mi diede un cappellino che non volevo. Misi il broncio perché ne volevo uno rosso con il cavallino nero che avevo visto. Una persona me lo compró e mi rese felice.

Qualche anno dopo, a Monza. Ricordo il suono tuonante delle monoposto, e io che nel parco correvo verso la pista per cercare di vedere chi stesse sfrecciando.

E poi venne il giorno in cui mi decisi ad andare al Museo Enzo Ferrari per non correre il rischio di tranquillizzarmi.

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